Le strade del mondo si riempiono di ragazze e ragazzi come non accadeva da tempo. Da Plaza del Sol a Wall Street. Tunisi, Piazza Tahir, Santiago del Cile, l’Islanda, persino in Israele una generazione scende in piazza e monta le tende. Sabato sarà così in centinaia di piazze d’Europa e del mondo. Obiettivo: la messa in discussione di un modello che sotto la spinta neoliberista ha portato vuoti di democrazia e aumento delle disuguaglianze.
L’Italia trincerata nel palazzo non sembra accorgersene. Il governo, gran parte delle forze di opposizione, il circuito mediatico, Confindustria, gran parte dei sindacati, i maggiori imprenditori italiani parlano di altro. Sembra che in questo stanco, vecchio, decadente Paese, l’Europa, il mondo intero, non esista. Non ci sono parole che per le escort del Presidente del Consiglio, per i condoni fiscali, per giochi di palazzo con frange di deputati che pensano alla mera sopravvivenza (la loro), per imprenditori che rivendicano
verginità inesistenti e che, mentre le persone comuni non arrivano alla terza settimana, mettono a fuoco la crisi spendendo centinaia di migliaia di euro pagine di giornali dalle quali pontificare sul mondo. Tutto per rimproverare altri, mai le loro azioni. Proprio loro, che condividono appieno le colpe di una crisi che divora il Paese e l’Europa intera.
verginità inesistenti e che, mentre le persone comuni non arrivano alla terza settimana, mettono a fuoco la crisi spendendo centinaia di migliaia di euro pagine di giornali dalle quali pontificare sul mondo. Tutto per rimproverare altri, mai le loro azioni. Proprio loro, che condividono appieno le colpe di una crisi che divora il Paese e l’Europa intera.Così, mentre il Presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, dichiara di comprendere la protesta degli indignati e si interroga sulle misure economiche per uscire dalla crisi, Silvio Berlusconi vola nella dacia di Stalin per festeggiare il compleanno di un Presidente che gronda sangue di tante vittime messe a tacere, Cicchitto invoca il condono fiscale come misura salvifica, Veltroni chiede il governo tecnico, Della Valle compra pagine di giornali per gridare “vergogna”, Montezemolo vuole fondare il “movimento popolare per dire basta al partito dei padroni”. Se non fosse vero, sarebbe una sceneggiatura per il prossimo cinepanettone.
Fuori dall’involucro sordo del potere, c’è un’Italia impaziente, sfiduciata e vogliosa radicalmente di cambiare. L’Italia che guarda all’Europa, disillusa da un ventennio di volgarità, facili promesse e che si ritrova impoverita e arrabbiata. E’ l’Italia delle giovani generazioni, quelle depredate due volte, dalla violenza del neoliberismo e della precarietà esistenziale, che coinvolge chi i diritti non li ha mai avuti ma anche coloro che li hanno conquistati con anni di lotte sociali. Diritti diventati oramai evanescenti, segnati e arresi all’ineluttabilità della finanziarizzazione selvaggia, di un liberismo che non guarda in faccia a nessuno, che crea un solco tra chi detiene le ricchezze e chi si aggrappa alla vita per sopravvivere.
Il 15 ottobre sarà una giornata straordinaria di mobilitazione, è una delle tante tappe per provare a discutere insieme di un’Europa in cui torni la politica, la buona politica, a regolamentare i mercati e la finanza per attivare una redistribuzione delle ricchezze mai come adesso necessaria. Perché non è il momento di aspettare un altro giro. C’è una generazione che di giri e possibilità non ne ha mai avute e mai incontrate. Lasciamo stare i profeti della rivolta o dell’estetica del conflitto fine a se stesso, lasciamo perdere il brusio di fondo di opinioni minoritarie. Oggi, tocca a loro, tocca a una generazione che scende in piazza per trasformare la propria rabbia in proposta politica, in modello alternativo a quello dato per scontato. Non c’è più tempo per strategie o posizionamenti, è il momento di andare in mare aperto, anche per i partiti del centrosinistra. E’ il momento di costruire una concreta alternativa che possa cancellare venti anni di berlusconismo e rilanciare un’altra idea di Europa.
Sinistra Ecologia Libertà sarà in piazza, con la gente comune e con le altre esperienze di lotta, di protesta e di proposta. Con la Fiom , Uniti per l’Alternativa, Arci, Teatro Valle, movimento per l’acqua, con i precari, con gli studenti, con i giovani che scenderanno in migliaia in piazza. Perché non stiamo in una manifestazione per marcare una presenza, ma per contribuire a un cambiamento possibile. Appuntamento in Piazza della Repubblica alle ore 14 davanti al furgoncino e al gazebo di SEL, davanti a Santa Maria degli Angeli.
di Marco Furfaro – Sinistra Ecologia e Libertà
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