lunedì 6 giugno 2011

NUCLEARE: QUESTIONE ECO…LOGICA

Domenica 12 e Lunedì 13 Giugno, gli italiani saranno chiamati a votare per i quattro quesiti referendari riguardanti l’abolizione delle norme riguardanti la privatizzazione dell’acqua, l’abolizione delle norme riguardanti il ritorno al nucleare; l’abolizione delle norme riguardanti il legittimo impedimento per Ministri della Repubblica e Presidente del Consiglio a non comparire a processi.
I mesi antecedenti la fatidica data sono stati segnati da due episodi in particolare: la strage nucleare di Fukushima, a seguito di un terremoto (8.9 scala Richter) e di un successivo tsunami, in primis, e dai tentativi del premier Berlusconi di cancellare il quesito referendario sul nucleare per poter imporre il suo volere senza affrontare il giudizio dei cittadini.
Nel marzo 2011, infatti, il Giappone è stato oggetto di spaventose scosse sismiche ed altrettanto spaventosi tsunami, onde anomale alte fino ai 20 metri e in grado di inghiottire intere navi. Al fronte di ciò viene seriamente danneggiata anche la centrale nucleare di Fukushima, nel Giappone centro-orientale. Da allora abbiamo sentito parlare di continue esplosioni nei reattori, parziali o complete fusioni del nocciolo, fuoriuscita di materiale radioattivo, contaminazione dell’oceano Pacifico, contaminazione dei terreni circostanti, radioattività migliaia di volte superiore al normale, situazione peggiore della catastrofe di Černobyl' del 26 Aprile ‘86.
E le parole che si sentono nell’aria sono fondamentalmente due. Paura. Černobyl'.
Purtroppo la paura è tanta e, per certi versi, giustificabile; e, in riferimento alla strage di Černobyl', l’incidente di Fukushima è realmente paragonabile ad esso poiché, in base all’ammontare di sostanze radioattive rilasciate nell’atmosfera (scala INES), il livello dei due incidenti è lo stesso: 7. Incidente catastrofico.
Ora, ciò che penso non è che l’intero mondo possa in una situazione come quella attuale svilupparsi interamente sulle energie rinnovabili, e da un giorno all’altro creare un pianeta fondato sul verde e sull’energia pulita. Ma, a mio modesto avviso, ciò che, a distanza di decenni, si dimostra allo stesso modo insicuro e catastrofico deve essere eliminato. Ciò che provoca morti, tumori, leucemie, radioattività dei fondali marini e dei terreni con impossibilità di pesca e coltivazione a distanza di tantissimi decenni, impossibilità di smantellamento delle scorie radioattive, pericoli per incidenti “naturali” o a seguito magari di non troppo difficoltosi attentati terroristici deve essere estirpato, in quanto l’umanità non può rischiare di auto-distruggersi nel momento in cui ha tantissime valide alternative di gestione del fabbisogno energetico.
A fronte del gravissimo incidente di Fukushima, il premier Silvio Berlusconi pensa bene di ‘decidere’ di ELIMINARE il quesito referendario che chiede alla cittadinanza se vuole abrogare le norme relative all’istituzione di centrali nucleari in territorio italiano. Non ho commesso un errore scrivendo ‘eliminare’: Mr. B (che da ora identificherò non col celebre personaggio di Rowan Atkinson bensì con Silvio Berlusconi) decide di adottare una moratoria per sospendere per un anno le decisioni in materia di energia nucleare, e adotta come motivazione il fatto che, a seguito dell’incidente giapponese, c’è bisogno di fare una riflessione. Ecco, riflettere è qualcosa che fondamentalmente non va ad opporsi alla scelta del popolo durante il referendum, nel senso che: se la gente chiamata alle urne risponde NO all’abrogazione delle norme in materia e quindi conferma di voler proseguire per la strada nucleare, si può tranquillamente riflettere (il cui significato, così per certi versi allegorico, mi è ancora oscuro); ma se la gente dice SI, aboliamo il nucleare, non c’è da riflettere così tanto… Se poi a ciò va ad aggiungersi la cattiva informazione (vedi Augusto Minzolini per il TG1, vedi Studio Aperto, TG5 e Rete 4, vedi TG2, vedi le trasmissioni filo-governative Mediaset mattiniere e pomeridiane) allora si capisce che il trucco è…far credere alla gente che il referendum non esiste, che non si vota, che non si procederà col nucleare.
E purtroppo a Mr. B queste cose spesso scappano, come del resto dichiarò non poco tempo fa: «Siamo assolutamente convinti che l’energia nucleare sia il futuro per tutto il mondo. La gente era contraria, fare il referendum adesso avrebbe significato eliminare per sempre la scelta del nucleare. L’accadimento giapponese ha spaventato ulteriormente i nostri cittadini. Se fossimo andati oggi al referendum, non avremmo avuto il nucleare in Italia per tanti anni. Per questo abbiamo deciso di adottare la moratoria, per chiarire la situazione giapponese e tornare tra due anni a un’opinione pubblica conscia della necessità nucleare. Siamo assolutamente convinti che nucleare sia il futuro per tutto il mondo. L’energia nucleare è sempre la più sicura»
Beh, io credo semplicemente che stavolta il maldestro tentativo di Mr. B di accontentare i suoi amici nuclearisti e pro-acqua privata non riuscirà, perché la gente si sta svegliando, sta capendo, o forse in fondo ha sempre capito, ma non è mai riuscita ad intravedere una valida alternativa ad esso; ma un grave errore sarebbe quello di credere che una vittoria al referendum (lo ricordo ancora!) del 12-13 Giugno segni la morte politica di Mr. B e del berlusconismo in generale. La lotta contro questa cultura di corruzione politica e di mignottocrazia parlamentare è lunga e molto probabilmente durerà anche oltre la vita politica di Mr. B stesso. Ma un segnale forte e deciso al referendum potrà accorciare considerevolmente i tempi di questa sconfitta della dignità italiana.
Il 12 Giugno io voto 4 SI.
Alla prossima.
Juan

PS: intanto sul nucleare lascio un video inviato da Adriano Celentano ad AnnoZero (programma condotto dall’ormai ex-Rai Michele Santoro) e nel quale il “molleggiato” esprime con le immagini e con la musica cosa significa secondo lui il nucleare. «Il 12 e 13 Giugno votate SI, è questione di vita o di morte» ha affermato Celentano ad AnnoZero…


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