Il problema rifiuti a Napoli è, da tempi non sospetti, una piaga che affligge non solo la città partenopea, ma tutta la provincia e tutta la regione. Ed è (forse) scontato dire che il problema riguarda anche l’intero Paese. L’Italia, tutta intera.
Come ogni piaga, tra l’altro sulla scia del rischio epidemico, indubbiamente è la politica ad dover prendere misure d’emergenza immediate. Se però la politica (e quindi faccio particolare riferimento alla maggioranza di Governo) contiene in sé una larga porzione verde sfacciatamente settentrionalista e secessionista, le speranze per quel tanto afflitto Meridione sono ridotte all’osso.
La situazione a Napoli si fa sempre più grave: 1720 tonnellate di spazzatura per le strade; la zone flegrea, Giugliano, Lago Patria e Varcaturo sono in fase critica; la Federazione Italiana pediatri ha registrato un aumento del 10-20%, rispetto ai livelli normali, dell’incidenza di patologie respiratorie nei bambini, come asma, tosse e bronchiti asmatiche imputabile, secondo i medici, ai roghi di rifiuti che continuano a verificarsi sul territorio e che sono, fortemente tossici per la diossina e le altre sostanze che si sprigionano a seguito della combustione della plastica.
Nonostante ciò, il secondo partito della maggioranza parlamentare, la Lega del Capo Umberto Bossi, impuntata dalla base secessionista scoppiata a Pontida, si rifiuta di far intervenire il Governo con misure emergenziali: “Sulla questione rifiuti non accetteremo decreti truffa, sennò volano le sedie, lo abbiamo detto a Berlusconi”, fa sapere Calderoli. E Mr B risponde: “Cercherò di convincerli che qualcosa andrà fatto” …
Pierluigi Bersani, segretario nazionale PD, ricorda dal suo sito un precedente molto importante: «Quando l’Emilia salvò la Milano lumbard dalla spazzatura - Era la fine di novembre del 1995 e la più europea delle città italiane (Milano, ndr) soccombeva sotto una valanga di pattume: 20.000 tonnellate di sacchi neri ammassati nelle strade.
Emergenza vera, da risolvere subito. Progettare nuovi impianti, potenziare quelli vecchi, avviare un piano per la raccolta differenziata - tutte cose che pure si fecero - non bastava. Bisognava liberare le strade chiedendo aiuto ad altre Regioni. Milano, che allora aveva un sindaco leghista, lo fece. E Marco Formentini vuole ricordarlo così: “Da quasi un anno avevo portato in giunta, come assessore all’Ambiente, uno dei massimi esperti del settore, Walter Ganapini; fu lui, in quei giorni tremendi, a telefonare al presidente della Regione Emilia Romagna, che era Pier Luigi Bersani; Ganapini è emiliano, i due si parlarono in dialetto per un quarto d’ora, e l’aiuto arrivò. Ovviamente i nostri rifiuti potevano essere accolti, non c’erano i limiti normativi che oggi rendono difficile accogliere quelli di Napoli”.
Sedici anni dopo, la nemesi: il partito che fu di Formentini minaccia di “far volare le sedie” se i rifiuti di Napoli finissero nelle Regioni del Nord grazie a un decreto “truffa”, come dice Calderoli. Ma allora andò proprio così: Milano fu salvata da altri, anche se non se ne stette con le mani in mano»
Lo dico chiaramente. Sorpasso velocemente ma stizzito su quell’ultima frase di Bersani…perché mi pare quasi che voglia dire che i napoletani adesso se ne stiano con le mani in mano… E a queste affermazioni, sinceramente mi rode il culo!
Comunque, resta il fatto che la Lega sia praticamente contraria ad un intervento d’emergenza che possa trasferire i rifiuti in altre regioni. Cota e Zaia, Presidenti delle Regioni Piemonte e Veneto, sono stati chiari: “No!”, con la disposizione ad offrire tecnici (?) per non deresponsabilizzare i napoletani (…). Opposto (per fortuna non tutti sono leghisti…anzi, stronzi) è il parere del Presidente dell’Emilia Romagna e della Conferenza delle Regioni, Vasco Errani: “Tutte le istituzioni debbono fare la loro parte ma ci deve essere un piano con tempi certi e il governo ci deve mettere la faccia”. Uguale è quello del Presidente della Regione Molise, Michele Iorio, affermando di essere disponibili ad aiutare Napoli, e del leader di Sinistra Ecologia e Libertà e Presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola: “Siamo di fronte a uno scandalo senza possibilità di giustificazioni per il Governo nazionale che ha evocato sortilegi e magie, e ha drammaticamente fallito. Il Governo dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza e consentire a chi deve trovare le soluzioni di operare con snellezza e tempestività. Credo che tutta Italia debba farsi carico di questo problema”.
Intanto, il presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro, è stato indagato nell’ambito dell’inchiesta della Procura di Napoli sui rischi per la salute pubblica determinati dalla mancata raccolta dei rifiuti. Nell’inchiesta del procuratore aggiunto Francesco Greco e del pm Francesco Curcio si contestano al Presidente della giunta campana la mancata attivazione di discariche in altre province per fronteggiare l’emergenza. Al vaglio degli inquirenti, in particolare, i dati sul consumo di farmaci per allergie o eruzioni cutanee, un monitoraggio già sperimentato nell’inchiesta relativa alla precedente emergenza 2007-2008.
Presidente Caldoro che accusa il colpo e poi carica contro tutti: “Non ci sto! Né a pagare le colpe di 15 anni di inadempienze e responsabilità dei comuni, né a pagare le colpe dei ricatti e del boicottaggio della camorra, né rispetto ai comportamenti irresponsabili, di fronte a questa emergenza nazionale, della Lega Nord! La Regione ha fatto tutta la sua parte, avendo poteri minimi e residuali. Da oggi, finché non ci saranno risposte forti da parte del Governo e degli enti locali della Campania, abbandoniamo i tavoli istituzionali e nazionali presso il governo e la prefettura!”
La situazione è davvero allo sbando più completo e, con questa pesante accusa del Presidente Caldoro alla Lega Nord, riesco quasi ad intravedere, nello stesso Presidente della Regione, un’incolpevolezza fuori dal comune. Mi spiego meglio: il fatto che Stefano Caldoro risulti indagato e accusi, oltre che il duo Bassolino-Iervolino e la camorra, la Lega , il più forte alleato di Mr B, padre morale della sua vittoria alla Regione, è pesante. E’ corrosivo persino nell’immagine di questo Popolo delle Libertà, che si porta sulle spalle un partito verde fastidioso e troppo pesante da trasportare. E’ l’identica situazione dei Ministeri al Nord: la linea comune della Lega è quella di decentralizzare da Roma i Ministeri; Alemanno, Sindaco di Roma, e la Polverini , Presidente della Regione Lazio, (entrambi PdL) sono nettamente contrari; e c’è quella base del partito, quel nucleo che poi va a identificarsi della persona stessa di Mr B, che non sa che fare per poter mantenere l’equilibrio nel governo. E rimanda, e rimanda, e rimanda alle prossime puntate…
E qui è lo stesso. Caldoro indagato (probabilmente da giudici bolscevichi) e che attacca la Lega ; i leghisti saranno sul fronte opposto a rispondere, e il cuore del partito e Mr B saranno lì, a maledire tutto e tutti e a cercare di riequilibrare un assetto che a Napoli è sempre più traballante.
E intanto anche De Magistris vuole ribellarsi al boicottaggio messo in atto dal premier per affossare Napoli. Del resto Mr B lo aveva promesso dopo la sconfitta di Lettieri alle amministrative che “Napoli pagherà a caro prezzo la scelta di De Magistris” e così si sta dimostrando. La vendetta di Mr B si sta realizzando e i napoletani pagano. Il neo-sindaco De Magistris parla esplicitamente di una “regia della camorra” dietro ai roghi e ai blocchi stradali di questi giorni. “Qualunque cittadino sa che l’incendio di un cassonetto causa diossina perché i rifiuti incendiati diventano speciali e occorrono giorni per rimuoverli. I roghi e i blocchi stradali sono aumentati in questi giorni quando noi dal Comune abbiamo emanato quattro ordinanze, avviando una rivoluzione ambientale”. Per il leader del suo partito, Antonio Di Pietro, “De Magistris ha le mani legate se non c’é un provvedimento del Consiglio dei Ministri e se non c’é un supporto da parte della provincia di Napoli e della Regione, così come di tutte le altre regioni italiane”.
Ma il Governo (nazionale, ma anche quello regionale e provinciale) è fermo. Completamente.
Napoli, ogni giorno, muore un po’ di più, e di sicuro c'è solo che Napoli tutto questo non se lo merita!
Juan
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