Da diversi giorni il territorio di Somma Vesuviana è soggetto una celebre carenza idrica e, soprattutto nella parte della città cosiddetta ‘a monte’, l’erogazione viene sospesa almeno per mezza giornata. Dico ‘celebre’ perché la storia continua ormai da anni, e puntualmente con l’inizio della stagione estiva i rubinetti di tutte le case si svuotano. Quest’anno la precisione è stata svizzera: 21 Giugno, inizio dell’estate, fine della normale erogazione idrica. E ad oggi, 29 Giugno, il problema persiste.
Già lo scorso anno centinaia di cittadini sommesi, stufi e inferociti dall’ennesima carenza idrica, senza avvisi né preavvisi, hanno realmente messo a ferro e fuoco la città, inizialmente occupando i binari della stazione ferroviaria di Somma Vesuviana, poi scagliandosi contro l’amministrazione e il Sindaco (l’Imperatore Raffaele detto Ferdinando II) e, infine, bloccando le zone vitali di Somma con veri e propri posti di blocco, ribaltando innumerevoli cassonetti della spazzatura. E a giorni (stranamente…) la situazione si normalizzò. Con qualcuno che, maliziosamente!, disse che era stato merito della protesta…
Abituati al rimpallo delle responsabilità, che vede il Comune demandare alla Gori, la Gori alla Regione, la Regione al Governo, colpevole di aver tagliato fondi necessari alla costruzione di un nuovo impianto o almeno ad un potenziamento dello stesso, i sommesi, stanchi delle solite chiacchiere, si sono mostrati pronti a protestare, di nuovo.
Pochi giorni fa il comitato ‘Cittadinanza attiva per i beni comuni’ ha scritto una lettera al Sindaco per chiedere chiarimenti immediati sulla situazione idrica e ha organizzato per martedì 28 (ieri) un’assemblea pubblica, alla quale chiunque avrebbe potuto partecipare, per chiedere spiegazioni e la fine dell’emergenza idrica.
La lettera recitava: “Ill.mo Signor Sindaco, come lei sa, in questi giorni i cittadini sommesi stanno subendo, come ogni anno, la carenza idrica. E come ogni anno, la GORI ci dà una informazione tardiva, inutile e ridicola: da primo cittadino dovrebbe essere indignato quanto noi di questo comportamento! Una società che gestisce un bene comune come l’acqua non si può permettere di dire che interrompe il servizio perché lo usiamo!! Se fosse così, vorrebbe dire che non sanno fare il loro mestiere (e qualche dubbio lo abbiamo) e che sono in grado di fornirci l’acqua solo quando non la usiamo!! Pensiamo che la città abbia il diritto di conoscere le vere ragioni e questa volta non c’è nessun crollo da nessuna parte e tubi rotti! Per avere informazioni dirette e non cartacee e tantomeno virtuali, ci siamo autoconvocati in un’assemblea pubblica che terremo martedì alle 18.00 in piazza nei pressi del Comune. All’assemblea abbiamo invitato anche la GORI. Siamo sicuri della sua sensibilità sull’argomento e del suo interesse a far sapere ai cittadini le motivazioni vere del disservizio. E’ per questo che la invitiamo a partecipare all’incontro e a sollecitare la GORI stessa ad accettare l’invito. Cordiali saluti”
L’assemblea pubblica si è tenuta appunto ieri, martedì 28 Giugno, ma è praticamente degenerata in una vera e propria protesta. In particolar modo a causa dell’assenza dell’Imperatore Ferdinando II e dei responsabili della GORI, oltre che di TUTTI i consiglieri comunali, tranne che Alfonso Auriemma. A nulla sono valsi i tentativi di mediazione da parte di Domenico De Falco, esponente del comitato ‘Cittadinanza attiva per i beni comuni’ e della Federazione della Sinistra, né del segretario del Partito Democratico, Pietro Allocca, né di Lorenzo Metodio, segretario del nuovo movimento politico “La sinistra per Somma”.
Le centinaia di persone accorse in piazza, di fronte alle assenze del primo cittadino e dei responsabili della GORI, hanno immediatamente invaso il cortile e l’atrio del comune, pretendendo di raggiungere l’ufficio del sindaco. L’intervento della polizia municipale e dei carabinieri, però, è stato immediato.
“Sindaco, dove va a finire la nostra acqua? Ladri! Ridateci l’acqua, è un bene comune, è un nostro diritto!”. Questo il coro unanime che si è levato sotto le finestre di Palazzo Torino.
In un clima divenuto sempre più incandescente, una piccola delegazione di cittadini e gli organizzatori dell’assemblea riescono poi a salire e ad essere ricevuti dal sindaco.
| Domenico De Falco |
| Raffaele (detto Ferdinando II) Allocca |
Alla presenza di alcuni cittadini, dell’avvocato della Federconsumatori e responsabile regionale servizi idrici, Giuseppe Grauso, e del Direttore Generale del Comune, Giuseppe Terracciano, il sindaco Allocca ha descritto la situazione dell’acquedotto vesuviano e delle sue vecchie criticità che impediscono la normale erogazione dell’acqua soprattutto nei periodi estivi. I cittadini presenti però non abboccano e non gli premettono nemmeno di continuare il discorso: “È una storia vecchia. Vogliamo l’acqua!”.
Domenico De Falco si fa portavoce delle istanze dei sommesi, sottolineando alla fascia tricolore: “Le risposte della Gori sono inaccettabili e ormai ha dimostrato di non essere una società in grado di gestire tale servizio e quindi deve lasciare. L’acqua viene distribuita in modo anomalo sui territori vesuviani e Somma viene sempre penalizzata. Come primo cittadino, ci garantisce che stasera arriva l’acqua?”.
“In questi giorni non sono stato a guardare, ho dato disposizioni alla protezione civile e ai vigili di verificare in quali case, uffici o fabbriche mancano i serbatoi e provvedere a fornire almeno 600 litri d’acqua a chi ne è sprovvisto. Questo per cercare di attutire i disagi. Quel 30% che ci era stato concesso lo scorso anno, oggi viene utilizzato per diluire l’acqua dei quatto pozzi ancora funzionanti e che presentano un tasso di fluoruro e di arsenico molto elevato” risponde Raffaele Ferdinando II.
I presenti, però, alzano la voce e, inferociti e impazienti, chiedono risposte risolutive.
E continua il primo cittadino: “Entro il 30 giugno mi hanno assicurato che tutto sarà risolto. Che volete che faccia? Vogliamo andare a protestare insieme sotto alla sede regionale o della GORI? Io sto con voi. Ho fatto e sto facendo tutto quello che era ed è possibile fare, ho fatto inviare un dossier agli organi competenti, dossier che domani vi farò avere. Che altro posso fare?”. A queste parole, Mimmo De Falco suggerisce al primo cittadino di “denunciare la GORI ”, e l’avvocato Grauso afferma che “il sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria, può fare un’ordinanza urgente nella quale si richiedono autobotti d’acqua da far girare per tutta la città, presentando poi il conto alla GORI”.
“La proposta mi sembra molto sensata. Ribadisco che io non ho nulla e nessuno da difendere, sto dalla parte dei miei concittadini. Anzi domani denuncerò la società alla Procura della Repubblica perché non mi ha garantito l’erogazione richiesta”.
Di fronte agli animi caldi dei cittadini esasperati, il sindaco si limita ad aggiungere che il problema si risolverà entro il 30 giugno ma i cittadini non si arrendono e, usciti dal Comune, organizzano blocchi e proteste lungo le strade principali della città. Anche il comitato ‘Cittadinanza attiva per i beni comuni’ assicura monitorerà i comportamenti dell’amministrazione.
Fino a tarda sera, intanto, un gruppo di persone ha presidiato via Aldo Moro, via Roma e via Circumvallazione, e minacciosi hanno avvertito: “Questa volta non ci fermeremo finché non ci sarà la soluzione definitiva a questo scandaloso problema!”, e le proteste continuano anche in questi istanti. Molte persone stanno mandando in tilt la viabilità, scaraventando in strada anche cumuli di spazzatura (proprio come lo scorso anno) e in alcuni c’è stato un tentativo di dare alle fiamme i rifiuti. Le forze dell’ordine stanno monitorando la protesta per cercare di contenere disordini e danni.
Intanto, mentre impazza la rivolta nelle strade cittadine, i responsabili del comitato ‘Cittadinanza attiva per i beni comuni’ sono stati presso il Comune per ritirare e quindi esaminare i due dossier prodotti e inviati alle autorità competenti dall’amministrazione Allocca. Inoltre, il Sindaco ha anche scritto una lettera, indirizzata al Prefetto, alla Regione Campania, all’ARIN, alla GORI e alla Procura della Repubblica per denunciare la situazione di emergenza idrica in cui versa Somma: “Tuttora l’intero territorio di questo Comune è interessato da una ennesima ingiusta emergenza idrica, così come verificatosi negli anni precedenti e riportati in due appositi dossier elaborati da questo ente e d inviati alle autorità competenti. La ribellione a tali eventi, a parere della popolazione, dipende dall’incuria ed inerzia dei preposti. Il tutto si traduce in gravi turbative alla sicurezza pubblica di difficile gestione. Si chiede pertanto una urgente riunione presso il comune di Somma Vesuviana, tra l’altro incisivamente compulsata dai comitati civici spontaneamente costituitisi”.
Ma la rivolta tra le strade di Somma non accenna a placarsi, e sono certo di dire che la situazione non cambierà fino al ripristino totale del servizio idrico.
Juan
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