domenica 3 luglio 2011

AFGHANISTAN. Di Piazzolla di Nola il militare morto; di Somma Vesuviana quello ferito. Ma quando finirà quest'inutile massacro?!

Era di Piazzolla di Nola il militare italiano morto in Afghanistan a seguito dell’esplosione di un ordigno. Il caporal maggiore scelto Gaetano Tuccillo, appartenente al Battaglione logistico ’Ariete’ di Maniago (Pordenone) , originario di Palma Campania; sullo stesso mezzo su cui viaggiava anche il caporal maggiore capo Aniello Cerqua, 29 anni paracadutista del 186/o Reggimento Folgore di Siena, che vive a Somma Vesuviana, rimasto incredibilmente solo ferito e non in pericolo di vita. Il giovane era in missione da quattro mesi. Circa 20 giorni fa era tornato a via Micco dove vive con la moglie Rosa ed il loro bambino di 17 mesi Pasquale, per partecipare con la famiglia al matrimonio di una cugina e poi era ripartito. Questa mattina ha chiamato la moglie senza dire quello che era successo, e solo per dirle che stava bene e che se avessero sentito qualcosa in televisione non dovevano preoccuparsi. Poi a dare la notizia di quanto era accaduto un maresciallo dell’esercito, che ha informato prima i genitori e poi la stessa moglie Rosa. «Dice che sta bene e non dobbiamo preoccuparci», racconta Rosa. «Siamo felici, ma il nostro pensiero va anche a quell’altro povero figlio che ha perso la vita, siamo vicini alla sua famiglia e siamo profondamente addolorati», ha commentato mamma Antonietta.
Continuare a parlare di questa ‘guerra giusta’ mi sembra non inutile ma snervante e, come feci mesi fa su un altro blog, ritengo che la violenza non sia mai una soluzione ai problemi.
Il mio pensiero è lo stesso di 9 mesi fa, quando altri 4 militari italiani perirono in Afghanistan:

“Non abbiamo parole per descrivere quello che è successo. Nonostante ormai i morti italiani in Afghanistan stiamo superando quelli in Iraq (34 a 35) (ad oggi 3 Luglio 2011, sono 39 a 35), il governo e praticamente tutta l’opposizione parlamentare (Partito Democratico e Unione di Centro, con l’eccezione dell’Italia dei Valori di Di Pietro e dell’extraparlamentare Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola) restano fermamente convinti che la cosiddetta missione di pace sia un dovere morale e imprescindibile.
Noi tutti ci vergogniamo di avere un contingente militare nella regione dell’Afghanistan: stato sovrano, militarmente occupato e bombardato sin dal 7 ottobre 2001 come da vero e proprio atto di guerra. E’ vergognoso che questa operazione militare sia ancora definita dai politicanti mondiali come una missione di pace!
Come abbiamo già espresso nel nostro Statuto, noi ci schieriamo in maniera ferma ed assoluta contro la guerra e la violenza. Ciò non è una delle solite frasi retoriche, da scrivere per riempire i testi o per dire qualcosa in più. Essere contro la guerra e la violenza è uno dei principi fondamentali del buon vivere civile. Essere contro la guerra e la violenza è alla base dell’articolo 11 della Costituzione Italiana: «l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali». Essere contro la guerra e la violenza deve essere l’unico mezzo di valutazione del grado di democrazia in uno Stato. E il fatto che tra l’Iraq e l’Afghanistan, in questa GUERRA ASSURDA, siano morte più di 150.000 è semplicemente emblematico.
Alla notizia della morte dei militari, il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, i Presidenti del Senato e della Camera, Renato Schifani e Gianfranco Fini, hanno espresso il loro cordoglio alle famiglie delle vittime, ringraziandoli per il sacrificio compiuto, addolorati. Ma ribadendo “The show must go on!”. «Siamo vicini alle loro famiglie come lo sono, ne sono sicuro, tutti gli italiani. Siamo grati a tutti i soldati italiani che, nelle diverse missioni in tante parti del mondo, consentono al nostro paese di mantenere i suoi impegni internazionali a favore della pace e contro ogni forma di terrorismo». Così il premier Berlusconi. (Ad oggi 3 Luglio 2011 le parole sono sempre le stesse. I morti, sempre di più…)
Risponde l’opposizione anti-militarista e anti-belligerante. Così Antonio Di Pietro, leader dell’Italia dei Valori: «Siamo vicini a tutti quei soldati impegnati in missione e che quotidianamente mettono a repentaglio la propria incolumità. Oggi è il giorno del lutto, e dovremmo stare in silenzio, ma sono stati troppi i silenzi su questa guerra. Adesso basta. Il governo si assuma le sue responsabilità e richiami immediatamente il nostro contingente». A tal proposito, non possiamo non ricordare che, proprio lo scorso 3 agosto (2010,ndr), il Senato ha convertito in legge il decreto di proroga e di rifinanziamento delle missioni internazionali della Forze armate e di polizia, in particolare in Afghanistan. Il decreto legge ottenne allora il voto positivo di tutti i gruppi, maggioranza e opposizione, con la sola eccezione dell’Italia dei Valori che votò appunto contro il rifinanziamento della guerra in corso in Afghanistan.
Aggiunge poi Claudio Fava, di Sinistra Ecologia e Libertà: «Quella di Farah è una strage annunciata. Abbiamo immaginato di portare in Afghanistan la pace e abbiamo ricevuto la guerra. Il ritiro dei nostri soldati oggi non è un atto di viltà ma una necessità e una scelta urgente di buon senso».
Al contrario invece il responsabile agli esteri del Partito Democratico, Piero Fassino: «La presenza militare in Afghanistan non risolve tutti i problemi ma certo è ancora necessaria. Dobbiamo restare. L’Afghanistan era il regno dell’oscurantismo quando siamo arrivati e dava rifugio ad Al Qaeda». E a braccetto il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che replica spiegando che chiedere ora il ritiro «è sciacallaggio».
E oggi (3 Luglio 2011) anche la Lega si è mostrata scettica verso le missioni di guerre internazionali, pur restando in pratica sempre fedele al padroncino Mr B.
Così il Ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli (LEGA): «Piango anch’io per il nostro ragazzo, ma bisogna porre fine alle lacrime, credo sia venuto il momento di cambiare strada. Dobbiamo ripensare il nostro impegno subito, profittando del decreto sul rifinanziamento delle missioni all’estero e farlo anche alla luce della scelta del presidente Obama che ha deciso di ridurre l’impegno Usa. Del resto sta prevalendo il concetto che la democrazia non si esporta. Tantomeno lo si fa con le armi. E’ tempo di dare da mangiare alla gente, creare sviluppo economico nei paesi in difficoltà, stringere accordi. La guerra preventiva o punitiva che abbiamo studiato nei manuali di storia del ‘900 è una strada chiusa e che porta solo dolore, fallimento, lutti»
Rispondere con i concetti e i numeri, capiamo che è inutile. Ai favorevoli alla guerra, noi rispondiamo così:

AFGHANISTAN

- 2004

3 ottobre: GIOVANNI BRUNO

- 2005

3 febbraio: BRUNO VIANINI

11 ottobre: MICHELE SANFILIPPO

- 2006

5 maggio: MANUEL FIORITO e LUCA POLSINELLI

2 luglio: CARLO LIGUORI

20 settembre: GIUSEPPE ORLANDO

26 settembre: GIORGIO LANGELLA e VINCENZO CARDELLA

- 2007

24 settembre: LORENZO D’AURIA

24 novembre: DANIELE PALADINI

- 2008

13 febbraio: GIOVANNI PEZZULLO

21 settembre: ALESSANDRO CAROPPO

- 2009

15 gennaio: ARNALDO FORCUCCI

14 luglio: ALESSANDRO DI LISIO

17 settembre: ANTONIO FORTUNATO, ROBERTO VALENTE, MASSIMILIANO RANDINO, MATTEO MUREDDU, GIANDOMENICO PISTONAMI, DAVIDE RICCHIUTO

15 ottobre: ROSARIO PONZIANO

- 2010

26 febbraio: PIETRO ANTONIO COLAZZO

17 maggio: MASSIMILIANO RAMADU’ e LUIGI PASCAZIO

23 giugno: FRANCESCO SAVERIO POSITANO

25 luglio: suicida un militare presso l'aeroporto di Kabul

28 luglio: MAURO GIGLI e PIERDAVIDE DE CILLIS

17 settembre: ALESSANDRO ROMANI

9 ottobre: SEBASTIANO VILLE, MARCO PEDONE, FRANCESCO VANNOZZI, GIANMARCO MANCA

31 dicembre: MATTEO MIOTTO

- 2011

19 gennaio: LUCA SANNA

28 febbraio: morto un militare a Shindand

4 giugno: CRISTIANO CONGIU


IRAQ

- 2003

12 novembre: MASSIMILIANO BRUNO, GIUSEPPE COLETTA, GIOVANNI CAVALLARO, ANDREA FILIPPA, ENZO FREGOSI, DANIELE GHIONE, IVAN GHITTI, DOMENICO INVATRAIA, HORATIO MAJORANA, FILIPPO MERLINO, ALFIO RAGAZZI, ALFONSO TRINCONE, ALESSANDRO CARRISI, EMANUELE FERRARO, MASSIMO FICUCIELLO, SILVIO OLLA, PIETRO PETRUCCI

maggio: MATTEO VANZAN

- 2004

aprile: FABRIZIO QUATTROCCHI

5 luglio: ANTONIO TARANTINO

14 luglio: DAVIDE CASAGRANDE

agosto: ENZO BALDONI


- 2005

21 gennaio: SIMONE COLA

4 febbraio: NICOLA CALIPARI (ucciso da soldati statunitensi)

14 marzo: SALVATORE DOMENICO MARRACINO

31 maggio: MASSIMILIANO BIONDINI, MARCO BRIGANTI, MARCO CIRILLO, GIUSEPPE LIMA

-2006

27 aprile: FRANCO LATTANZIO, CARLO DE TRIZIO, NICOLA CIARDELLI

7 maggio: ENRICO FRASSANTO

5 giugno: ALESSANDRO PIBIRI

21 settembre MASSIMO VITALIANO


(dal vecchio blog de “La Cantina della Sinistra”)


Juan

Nessun commento:

Posta un commento