A parte gli Enti - Comune, Regione, GORI spa ed Ente d’Ambito Sarnese-Vesuviano - all’incontro tenutosi il 1 luglio, erano presenti anche alcuni cittadini in rappresentanza del Comitato Spontaneo Parco del Sole, del Comitato 'Cittadinanza Attiva per i Beni Comuni' e della Federconsumatori.
Al di là di quanto si può leggere nel verbale, sottoscritto da tutti, è utile, a mio avviso, cercare di conoscere e interpretare anche alcuni aspetti che, ovviamente, non possono essere riportati in modo esaustivo in un verbale di due pagine visto che la riunione è durata 3 ore.
L’incontro è iniziato con la lamentela del Direttore dell’ATO, ing. Lupoli, di “essere stato informato della grave emergenza in atto a seguito della nota sindacale in oggetto e dalle successive numerose sollecitazioni telefoniche del Sindaco Allocca”. La nota a cui si fa riferimento è quella del 29 giugno 2011 (fatta tra l’altro affiggere nel paese dal Comune) riguardante “l’emergenza idrica interessante in territorio del Comune di Somma Vesuviana dal 22 Giugno 2011” , in cui si legge: “si chiede, pertanto, una urgente riunione presso il Comune di Somma Vesuviana, tra l’altro incisivamente compulsata dai comitati civici spontaneamente costituitisi”.
Prima considerazione: la crisi è iniziata il 22 e solo 7 giorni dopo c’è una comunicazione da parte del Comune, su richiesta dei Comitati, all’Ato e agli altri Enti. Ciò vuol dire che per una settimana né il Sindaco, e tanto meno la GORI , si sono posti il problema di comunicare l’emergenza agli altri soggetti coinvolti e, quindi, di studiare le misure necessarie per affrontarla in modo coordinato.
Alle richieste del Sindaco di garantire il servizio per 10 giorni continuativamente a Somma, data anche la situazione di ordine pubblico creatasi, la GORI ha risposto illustrando il sistema di alimentazione idrica dell’intero territorio vesuviano evidenziando che, dato lo stato attuale delle strutture di adduzione presenti sul territorio, la crisi non è risolvibile.
Le due uniche soluzioni sarebbero la fornitura di acqua non potabile (per intenderci all’arsenico) che noi abbiamo immediatamente e categoricamente escluso, o l’attivazione della condotta Cercola-Vigna Caracciolo che risolverebbe definitivamente i problemi di approvvigionamento dell’area. I rappresentanti della Regione hanno informato che la condotta è ultimata e che, dopo la pulizia i controlli che stanno facendo in questi giorni, sarà disponibile. Tempo 10 giorni (“ove non si riscontrino anomalie”) il problema è risolto.
Seconda considerazione: stiamo parlando di un lavoro e di una soluzione nota da tempo, sulla quale si è già discusso in numerosi tavoli tecnici durante e dopo le crisi idriche degli scorsi anni. A parte la strana coincidenza dell’ultimazione dei lavori proprio nei giorni di crisi, ci chiediamo se non si poteva fare niente per accelerare i lavori e terminarli 10 giorni prima. Le autorità preposte, nessuna esclusa, erano a conoscenza da sempre della situazione strutturale insufficiente e avrebbero potuto intervenire con più solerzia e efficienza evitando ai cittadini gli enormi disagi di questi giorni. Cosa hanno fatto per prevenire la crisi? Perché non si sono riunite 2 mesi fa per fare il punto e monitorare la situazione? Perché non è stata allertata anche la prefettura sui ritardi? Perché la GORI dà oggi la disponibilità a collaborare con i propri mezzi e risorse per accelerare i lavori e non lo ha proposto prima? Quali altri investimenti ha fatto la GORI in questi anni per migliorare la struttura?
Il tavolo si è concluso con la soluzione che vede l’impegno della GORI “ad effettuare una turnazione in grado di garantire l’approvvigionamento idrico in tutte le case del territorio comunale operando le necessarie manovre sulle reti di distribuzione con l’obiettivo di eliminare le attuali criticità” e con “un sistema di comunicazione straordinario per tenere aggiornata la popolazione sull’andamento della crisi idrica”.
Terza considerazione: abbiamo dichiarato la nostra totale insoddisfazione per la soluzione (messa a verbale) che non ha aggiunto assolutamente niente a quanto comunicato dalla GORI nel tardivo e inutile fax del 23 Giugno (a crisi in corso e alle 20 di sera dopo proteste di cittadini) in cui comunicava la turnazione. Aggiungono la presenza sul territorio per eliminare le criticità. Ancora una volta, ma non si poteva fare prima? Il sistema di comunicazione “straordinario” non si poteva attuare prima oppure la GORI pensa che mettere una notizia sul sito (tra l’altro non certo aggiornato con tempestività) sia “straordinario”? E come faranno i cittadini a comunicare le criticità? Chiamando al numero verde della GORI? Ci avete mai provato? Vi hanno mai risposto? E perché la GORI non si è attivata per monitorare il territorio ed ha appreso solo durante la riunione di alcune rilevazioni fatte dai tecnici del Comune?
Conclusioni
Riteniamo che ci siano delle inefficienze facilmente individuabili in questa vicenda e che, a nostro avviso, coinvolgono tutti i soggetti in campo. Ma in particolare, riguardanola GORI come gestore della rete idrica. È evidente che c’è un’assoluta mancanza di un piano di gestione della prevedibilissima, annunciata e certa crisi. È evidente che c’è un’assoluta carenza di informazioni che denota, fra l’altro, poco rispetto per i cittadini (clienti dal loro punto di vista). È evidente che c’è un’assoluta mancanza nel prendersi le proprie responsabilità e nell’ammissione dei propri errori visto che le domande prima riportate sono state poste continuamente alla GORI nel corso della riunione e c’è stata un’unica risposta, per altro verbalizzata, dove si dice “che la crisi idrica si è accentuata nel corso degli ultimi giorni e tutto quanto poteva essere fatto è stato portato a compimento dagli operatori della GORI”.
Riteniamo che ci siano delle inefficienze facilmente individuabili in questa vicenda e che, a nostro avviso, coinvolgono tutti i soggetti in campo. Ma in particolare, riguardano
C’è una mancanza anche nel rapporto e nel rispetto degli altri Enti visto che la GORI si è presentata all’incontro senza una informativa scritta, per altro espressamente richiesta dall’Ente Territoriale all’atto della convocazione, dalla quale si potesse evincere, anche con dati certi, la situazione attuale e che solo alla fine della riunione hanno preso l’impegno di trasmettere.
Cari dirigenti della GORI, mi avete accusato di essere prevenuto nei vostri confronti ed avete minacciato di abbandonare la riunione alla continua richiesta di risposte. Certo, sono prevenuto! Come potrei non esserlo? Come potrebbe non esserlo ciascuno dei cittadini di Somma che ha subito il disagio in questi giorni così come l’ha subito ogni anno da molti anni. Come potrebbe non esserlo qualsiasi cittadino del mondo nei confronti del gestore che non gli garantisce l’accesso ad un bene vitale come l’acqua. Se ne conoscete vi prego di presentarmeli!
Noi ci auguriamo che le cose si risolvano nel più breve tempo possibile. Le scene di questi giorni, l’esasperazione della gente rimasta senza acqua per 10 giorni non è molto distante da quella che è alla base di tragedie che si consumano in altri luoghi, come è successo a Torino qualche giorno fa, per la mancanza di energia elettrica anche solo per un giorno.
Invece di continuare a minimizzare per tutto il tempo affermando che il disagio era di una piccola parte e non dell’intera popolazione della città, avreste dovuto capire che anche se il disagio è causato ad un solo cittadino, fosse anche quello che non paga (che va certamente perseguito ma con altri mezzi che non siano la non erogazione dell’acqua), è grave. Avreste dovuto capire che ci sono attività economiche ferme e lavoratori che rischiano perfino la cassa integrazione per la mancanza d’acqua. L’acqua è un bene primario ed essenziale.
Invece di continuare a minimizzare per tutto il tempo affermando che il disagio era di una piccola parte e non dell’intera popolazione della città, avreste dovuto capire che anche se il disagio è causato ad un solo cittadino, fosse anche quello che non paga (che va certamente perseguito ma con altri mezzi che non siano la non erogazione dell’acqua), è grave. Avreste dovuto capire che ci sono attività economiche ferme e lavoratori che rischiano perfino la cassa integrazione per la mancanza d’acqua. L’acqua è un bene primario ed essenziale.
Sull’acqua non si scherza!!
Noi come Comitato Cittadinanza Attiva per i Beni Comuni, continueremo ad essere presenti e impegnati nella protesta fino a che non si risolve definitivamente il problema. La nostra sarà un’azione civile, composta e democratica che porteremo, se necessario, anche all’attenzione nazionale. E insieme alla Federconsumatori, che ha già chiesto all’ATO l’accesso agli atti, procederemo legalmente, magari insieme all’Ascom che sta attrezzandosi allo stesso modo.
Domenico De Falco
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