sabato 9 luglio 2011

La Sinistra per Somma: personali riflessioni su vani tentativi di unità.

Circa un anno fa, a margine della raccolta di firme per avviare il referendum sull’acqua pubblica, della realizzazione dell’ANPI a Somma Vesuviana e della festa della Repubblica, mossi una forte critica a TintidiRosso.
La critica fu l’ultima di una serie di gocce d’insofferenza che già mi portavo dentro da parecchio, e che furono evidenziate nelle elezioni Provinciali del 2009 e nelle Regionali del 2010: 1) l’appoggio ad una lista, DirittiASinistra, che sosteneva Tommaso Sodano (Federazione della Sinistra) alla Provincia, con la sua naturale e susseguente sconfitta, percentualmente riconducibile allo 0,4% (con la cui lista appoggiammo anche la candidatura al consiglio provinciale dell’allora segretario TintidiRosso, Mimmo De Falco); 2) il sostegno verso Paolo Ferrero, candidato della Federazione della Sinistra, alla Regione, con l’ennesima sconfitta (1,4%).
Ecco, dissi chiaramente che non mi andava più, in quanto sostenitore di TintidiRosso, di camminare sempre e comunque nel solco scavato dalla Federazione della Sinistra, perché una strada isolazionistica e vittimistica come la loro non era ciò che secondo me poteva perseguire l’obiettivo di una (fantasiosa ed utopistica) unità della sinistra.
Dissi in più che la prosecuzione di questo tipo di esperienze era facilmente accostabile e paragonabile alla fallimentare esperienza de “La Sinistra L’Arcobaleno”, alla quale già la storia aveva dato torto (vedi elezioni politiche ’08).
Infine dissi che la mia posizione sarebbe stata favorevole ad un «ritorno ai partiti», in modo che quelli della Federazione della Sinistra si sarebbero potuti pienamente comportare da Federazione della Sinistra, e quelli di Sinistra Ecologia e Libertà si sarebbero potuti pienamente comportare da Sinistra Ecologia e Libertà. Perché in questo modo, e in nessun altro, era (ed è) suddivisa TintidiRosso: tra appartenenti alla Fed e appartenenti a SEL.
Mi fu risposto che, in primis, da più di un anno TintidiRosso era immobile, e le elezioni (Provinciali ’09 e Regionali ’10) non avevano visto una partecipazione diretta di TintidiRosso, ma solo di alcuni suoi esponenti; in secundis, che “La Sinistra L’Arcobaleno” era «vecchia, finita con le elezioni del lontano 2008; morta e sepolta».
La discussione si allargò molto, ma i contenuti non cambiarono. O meglio, l’unica cosa che cambiò furono le dimissioni di Mimmo De Falco da segretario TintidiRosso e la successione a Danilo Di Lorenzo.
Un anno dopo nasce “La Sinistra per Somma”, un «movimento politico che raccoglie tutte le anime della sinistra ed è formato da tutte le forze della sinistra come la Federazione della Sinistra, Sinistra Ecologia e Libertà e pezzi della sinistra diffusa».
A tre anni di distanza dal suo atto costituente posso essere sicuro di dire che già esisteva una realtà politica capace di racchiudere in sé tutte le anime di un’immaginaria “Sinistra”, e questa è TinidiRosso. La stessa TintidiRosso «immobile da più di un anno» nel giugno 2010, e che quindi, facendo un po’ i conti, ha attivamente vissuto 8 mesi: tra l’ottobre 2008 (nascita) e il maggio 2009 (prima/ultima apparizione con “Mai più la stessa musica”).
TintidiRosso alla quale oggi si cambia il nome, ma non la sostanza. “La Sinistra per Somma”, il solito unico corpo dalle mille anime. E non ne capisco le ragioni.
Dall’ultima riunione però è emersa anche qualche reminiscenza della discussione di un anno fa, e il mio accostamento tra il calderone TintidiRosso/La Sinistra per Somma e il calderone La Sinistra L’Arcobaleno ha trovato fondamento diretto dalle dichiarazioni di qualcuno, in stile «è vero che oggi La Sinistra L’Arcobaleno non esiste più, però noi continuiamo ad esistere e possiamo continuare quel progetto», smentendo chi un anno fa diceva che La Sinistra L’Arcobaleno fosse «morta e sepolta».
Ad un anno, inoltre, dalla mia critica a TintidiRosso posso, in modo forte e convinto, riaffermare l’inutilità politica de “La Sinistra per Somma”. E la riaffermo perché, ad oggi, credo sia completamente fuori luogo QUEL modello di unità, non conforme alla politica reale.
La Federazione della Sinistra rappresenta per me la zavorra di un (ipotetico) partito unitario, ma anche e soprattutto la zavorra di una coalizione di centro-sinistra. Un ‘partito’ che, in modo quantomeno bolscevico, ha espropriato Rifondazione Comunista delle normali basi di democrazia, del quale quindi non ci si può fidare nemmeno troppo in un’ottica di governo, e che, da parte mia, può anche provare a creare un unico organismo con tutte le forze comuniste o antagoniste nel Paese. Indubbiamente a livello locale si può anche provare a collaborare su tematiche comuni, ma non è necessario stare sotto una stessa bandiera. Anzi, ciò rischierebbe di schiacciare e scoraggiare quanti si identificano con l’una o con l’altra parte, e che avrebbe preferito l’esistenza DISTINTA delle due parti: la Federazione e SEL.
Ad oggi, è Sinistra Ecologia e Libertà che punta al 10% delle preferenze a livello nazionale e che ha ereditato il vero significato di ‘sinistra-democratica’, ed è il suo leader, Nichi Vendola, il più accreditato (in caso di primarie di coalizione) a guidare la formazione di governo di centro-sinistra nel 2013.
Credo che ciò che voglia veramente la gente sia un partito con la P maiuscola, capace di inserirsi tra l’immobilismo e l’incertezza del Partito Democratico e i sempre-odiati estremismi. Che sia di alternativa, ma capace di giocarsela per i più importanti ruoli istituzionali. Che sappia essere responsabile, e che sappia alzare la voce con altrettanta responsabilità.
Per tutto questo, credo sia fallimentare un ennesimo tentativo di realizzazione di unità in stile La Sinistra L’Arcobaleno, cercando di mischiare due gusti (checché se ne dica) con modi completamente diversi di rapportarsi, finendo col creare un cocktail impazzito e inutile, senza colore né sapore. Né capace di parlare con convinzione ad un unico stereotipo di ascoltatore.

Juan

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