Circa un centinaio i presenti all’assemblea pubblica, promossa dal comitato ‘Cittadinanza attiva per i beni comuni’ e tenutasi presso il salone parrocchiale della Chiesa del Carmine a Somma Vesuviana, giovedì 30 Giugno.
Serata molto concitata e presenti praticamente esasperati da ormai 10 giorni di mancanza d’acqua per almeno metà giornata.
A presentare l’incontro sono stati Mimmo de Falco, del comitato, ed il ‘padrone di casa’, Padre Paolo, sacerdote appunto della Chiesa del Carmine e già impegnato sulle battaglie riguardanti la tutela dell’acqua pubblica durante le campagne referendarie.
L’ esordio è stato di Mimmo de Falco che ha ricordato ai presenti cosa fosse accaduto durante l’assemblea pubblica del martedì passato: «Il Sindaco (Imperatore Allocca Raffaele detto Ferdinando II, ndr) ha chiaramente detto che, fino a prima che intervenissimo, non ha fatto nulla: ha detto ‘sapevo che sareste venuti a protestare e perciò vi ho aspettato e fornito un po’ d’acqua’. Ha poi mandato una lettera alla Regione, al Prefetto, alla GORI, all’ARIN, la quale però non c’entra niente con noi perché riguarda Napoli, all’Ente d’Ambito Sarnese Vesuviano n. 3 e alla Procura della Repubblica.»
In tutto ciò, però, l’ARIN non c’entra niente perché il suo ruolo resta quello di fornire acqua alla GORI, che la sviluppa poi verso i comuni di competenza attraverso proprie strutture. E a tal proposito, rispetto alla missiva inviata da Raffaele Ferdinando II, Sindaco dell’Impero Sommese, l’ARIN ha inviato una risposta. Risposta, letta dallo stesso De Falco, molto interessante:
Per i comuni vesuviani, la società ARIN, ricadente nell’ATO 2 – Napoli Volturno, si limita invece a fornire acqua alla GORI da due distinti punti di consegna ubicati, uno nel comune di San Felice a Cancello (CE) e l’altro nel comune di San Sebastiano (NA).
Dal primo punto di consegna, ARIN fornisce, storicamente, a GORI una portata di circa 250 litri al secondo che viene convogliata, attraverso condotte in gestione GORI, verso i comuni vesuviani più interni tra cui Somma Vesuviana. Non è possibile incrementare ulteriormente la portata da tale punto di consegna in quanto le infrastrutture di GORI non riescono a convogliare maggiori quantità d’acqua verso i comuni vesuviani, difatti gli organi di manovra di ARIN poste sulle prese di San Felice a Cancello si trovano nella posizione di massima apertura.
Dal secondo punto di consegna, invece, attivato nel 2008 in occasione di un’altra crisi idrica, ARIN fornisce acqua alla Regione Campania che a sua volta, attraverso i propri impianti alimenta la GORI , per la fascia marina dei Comuni Vesuviani. Su richiesta della Regione Campania, dal mese di aprile, la portata ceduta da questo punto è stata da ARIN incrementata da 60 a 90 litri al secondo.
ARIN, pertanto, pur confermando la propria disponibilità alla Regione Campania a ricercare soluzioni alternative per una possibile conclusione dell’emergenza in atto, si deve ritenere completamente estranea a qualsiasi responsabilità in ordine alla emergenza idrica denunciata».
E continua il De Falco: «A questo punto, o la GORI non sa fare il proprio mestiere, perché non è possibile risponderci, come ha fatto, che il servizio idrico è interrotto perché la domanda d’acqua è troppo alta; oppure, se questi famosi tubi, di cui ci parlano da anni, sono realmente rotti hanno comunque una grave responsabilità perché significa, visto che la situazione dura appunto da anni, che nel tempo non hanno fatto gli opportuni investimenti. In ogni caso, o per inadempienze o per incompetenze, la GORI deve comunque lasciare! E lo stesso deve fare il Sindaco!»
«Occupiamo il Comune e andiamocene solo quando ci ridanno l’acqua», «Come l’anno scorso! Occupiamo la stazione e blocchiamo la città» sono queste le urla che su tutte evidenziano la fine della pazienza dei cittadini.
E spesso padre Paolo è dovuto intervenire per ristabilire la calma: «Non siamo un’organizzazione politica e non ci interessano le maggioranze o le opposizioni. Vogliamo l’acqua! E per ottenerla dobbiamo stare uniti e non farci fregare: ogni atto di violenza ci si rivolterebbe contro, perciò non cadiamo nei loro tranelli!»
All’assemblea sono stati anche invitati tutti i consiglieri comunali, ma solo due si sono presentati: Alfonso Auriemma e Gino Cimmino (entrambi PD). «Evidentemente gli altri consiglieri comunali non lo ritengono un problema loro ma un problema solo dei cittadini» accusa De Falco.
Alla fine le decisioni prese sono: richieste di ripristino totale e immediato del servizio idrico; dimissioni della GORI; avviamento di una mozione di sfiducia in consiglio comunale contro il Sindaco (mozione che però non passerà mai grazie alla maggioranza bulgara che ha ottenuto col tempo e con i cambi di casacca, Raffaele Ferdinando II); annullamento e boicottaggio degli eventi a Somma Vesuviana sponsorizzati dalla GORI (quali il Somma-beach…); richieste di danni, fisici e morali, causatici dalla mancanza d’acqua; scelta di tre persone, tra cui Mimmo de Falco, col compito di partecipare alla riunione in Regione con i vertici dell’ARIN e della GORI; proseguimento delle pacifiche azioni di protesta.
| Ecco come esce l'acqua dai rubinetti a via San Sossio |
Detto fatto, il mattino seguente momenti di forte tensione si presentano a via San Sossio. Nella prima mattinata il Sindaco Raffaele Ferdinando II si è recato proprio presso il parco Fiordaliso, con un tecnico GORI, per chiedere una rappresentanza che lo accompagnasse nel pomeriggio all’incontro con i vertici regionali sulla questione dell’emergenza idrica, quando all’improvviso dei ragazzi chiudono i cancelli del parco e, letteralmente, sequestrano il Sindaco.
L’Imperatore Raffaele Ferdinando II rinchiuso dai suoi stessi sudditi, che quel potere gliel’hanno dato, in uno dei suoi feudi (geografici e politici).
Appena varcato il cancello del Parco, Sindaco, tecnico ed auto sono stati fermati dai cittadini che hanno intimato ad Allocca che da lì «sarebbe uscito appena tornata l’acqua». «L’acqua tornerà presto? E allora il Sindaco aspetterà con noi. Deve vedere in che condizioni dobbiamo vivere». Poco dopo però le forze dell’ordine sono riuscite a calmare e a far ragionare i cittadini, che hanno rilasciato il Sindaco.
In merito alla riunione che si è tenuta a Napoli e a cui hanno partecipato per il Comune di Somma, il Sindaco, l’architetto Eliani, il direttore generale, Giuseppe Terracciano, e in rappresentanza dei comitati cittadini, Domenico De Falco, Libera Feola, e un residente del Parco del Sole, Enzo Russo, il risultato è stato…almeno altri 10 giorni di disagi!
«Non me ne sono tornato completamente soddisfatto, dice Raffaele Ferdinando II, però almeno abbiamo ottenuto una migliore razionalizzazione dell’erogazione idrica che, vi assicuro, sarà distribuita su tutto il territorio. Già da oggi stanno girando sull’intero territorio i tecnici della GORI, che provvederanno ad effettuare le necessarie manovre idriche per portare l’acqua in tutte le case. Vi garantisco che saremo vigili e vi invito a segnalarci tutte le zone dove l’acqua non dovesse arrivare. Cercheremo, in attesa che vada in funzione questa nuova condotta, di evitare al territorio tutti i disagi possibili»
Ma duramente risponde il comitato ‘Cittadinanza attiva per i beni comuni’: «Non dobbiamo aspettare questi dieci giorni passivamente, dobbiamo continuare la protesta, ma in modo coordinato, civile. Senza rompere nulla, senza creare danni al nostro territorio. Dobbiamo pretendere l’impegno della politica locale, organizzare un’occupazione composta , un sit-in davanti alla sede della GORI e, se è necessario, manifestare anche a Roma. Anche se l’acqua arriva, dobbiamo avere la certezza che sarà per sempre, dobbiamo essere sicuri che tra dieci giorni il problema sarà risolto in modo definitivo. E dobbiamo essere tutti pronti a procedere legalmente contro la GORI »
Contro la GORI , accanto ai cittadini e al comitato, si schiera anche l’ASCOM (Associazione dei Commercianti, degli Operatori e dei Servizi), come spiega il Presidente Mario Sodano: «Ci stiamo attivando con l’aiuto del nostro legale per dare un segnale forte contro i disservizi idrici, che stanno danneggiando anche gli esercenti. Stiamo valutando l’idea di agire per vie legali contro la GORI. Ci sarebbero gli estremi, secondo l’avvocato, per chiedere un rimborso di circa 2 milioni di euro per danni economici reali e danni morali subiti dagli esercenti in questi ultimi due anni. La GORI è particolarmente precisa nell’emettere fatture e noi lo saremo altrettanto per chiedere il risarcimento danni».
E nella città è ancora protesta costante: via Marigliano, via Circumvallazione, via San Sossio e Rione Trieste sono soggette a blocchi continui, la città è semi-paralizzata.
E ci dicono di altri 10 giorni…
Juan
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